Lunedì 20 Novembre 2017

Il sito degli Alberi Monumentali del Veneto

Monumentali sono quegli alberi di alto pregio naturalistico e storico e di interesse paesaggistico e culturale che “isolati o facenti parte di formazioni boschive naturali o artificiali, per età o dimensioni, possono essere considerati come rari esempi di maestosità o longevità” o che “hanno un preciso riferimento a eventi o memorie rilevanti dal punto di vista storico o culturale o a tradizioni locali”.

Questa è la definizione contenuta nella Legge della Regione Veneto n. 20 del 09 agosto 2002 “Tutela e valorizzazione degli alberi monumentali ”.

Il progetto ha lo scopo di tutelare gli alberi di particolare pregio, presenti nel territorio regionale, al fine di garantire la tutela e la valorizzazione del patrimonio ambientale e del paesaggio nonché la salvaguardia del patrimonio genetico e della biodiversità.

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Cedrus libani

Cedrus libani

Attualmente il suo areale naturale si estende dal Libano alla Turchia meridionale, sui monti della Cilicia e quelli del Tauro sopra i 1000 m fino ai 2000 m. il suo portamento è maestoso e nel suo ambiente naturale esistono esemplari alti fino a 60 m (come un palazzo di 20 piani) tipicamente si divide in più fusti (policromico), i rami piegano a 90° verso l’alto così da formare, con l’età una tipica chioma ad ombrello. Cresce molto lentamente ed è estremamente longevo, anche 2000 anni (Gellini 1996).
Il legno anche se non è oggetto di interesse forestale-produttivo in Italia, a causa della crescita lenta e la tendenza alla policromia, è estremamente pregiato. Viene citato nella Bibbia, in quanto il tempio di Salomone e la sala del trono di questo, furono costruiti proprio con il legno di Cedro del Libano. Gli antichi Egizi costruivano i sarcofagi ed estraevano dal Cedro del Libano un olio per l’imbalsamazione dei corpi (Ticli, Frigerio 1992).
È noto che i Fenici e i Siriani costruivano le loro navi con questo legno.
In Europa è stato introdotto nell’anno 1638 e in Italia per la prima volta nel 1782 nell’orto botanico di Pisa (Gellini 1996; Ticli, Frigerio 1992).
Quando si ha la fortuna di ammirare un grande Cedro del Libano nei parchi della nostra Regione, lo si riconosce sia per il portamento, che per la caratteristica del cono (pigna) di avere l’apice tronco, a differenza degli altri Cedri che hanno l’apice incavato.
Gli aghi, di lunghezza compresa tra i 2 e i 3 cm sono pungenti e appiattiti quindi risultano essere più larghi che alti.
I coni maturano in 2 anni e la maturità sessuale è raggiunta dopo 40-50 anni.